Sono mesi ormai che non scrivo qualcosa di decente. La vita continua a ripetersi.
Tra qualche mese sarà già primavera. Si risentirà per l’ennesima volta - per le strade - il profumo dei fiori di pesco e profumo di zagara per queste vie che sembrano ormai essersi disabituate a qualcosa di decente e normale. Anche loro sembrano così stanche di lottare e continuare a essere pulite
Passo la mia vita qui da quasi 30 anni, ormai.
Non l’ho mai sentita mia questa città così lontana dall’idea che avevo/ho io del “paradiso in terra”.
Eppure, ogni anno, quando ritorna imperterrito il profumo di fiori appena sbocciati, mi piace camminare per queste vie malandate, maltrattate e non amate (anche da me). Strade che ho sempre preferito osservare di notte; in silenzio, con musica di sottofondo. Mi sento a casa, comunque sia.
È inutile stare a recriminare. Non le ha mai amate nessuno, queste strade. E come si potrebbe farlo? E’ anche per questo che ad ogni angolo ci sono tracce invisibili di ragazzi persi per sempre.
Non so perché alla fine mi sia messa a scrivere di questo paese. Ed intanto, ascolto Paolo Conte