COMPITINO: LA MIA ESTATE
Sono arrivata da poco più di 10 giorni e già mi sono dimenticata cosa sia lo scorrere del tempo e il continuo e frenetico andare avanti e indietro…totale rilassamento. Ovvio che nelle mie precarie condizioni psicologiche tutto questo corrisponda ad un’elevata propensione ad attacchi di “delirio inconsapevole e frenetico”…eheheh…
“did I waste it?not so much I can’t taste it?” versi di una canzone che adoro…o meglio, che ho appena imparato ad adorare. Cosa ci si perde quando si perde parte della propria vita dietro fantasmi che saranno per sempre parte di te stesso? Forse, semplice masochismo…forse, semplice voglia di creder che sia così, “life should be fragrant…”. Già….grande idiota sono stata
Non hai più bisogno di me….
E suona così strano…
Non hai più bisogno di me ed è bello vederti così come sei in questo momento. Non mi azzardo neanche a dirtelo, ci sarebbe troppo imbarazzo da tutt’e due le parti; così come non mi avventuro neanche per sogno a posare la mia mano sul tuo volto per sentire la barba che già da tempo porti su….e dire che ti ho spupazzato così tanto da piccolo :o)
Ti adoro, non posso farci nulla. Nonostante tutti gli errori e gli stupidi litigi (anche per i MIEI gol fatti a Winning, che TU giudichi “da culo”), continuo ad avere fiducia in te. Spero tu non ti faccia mai paralizzare dalle parole dette solo per “trattenerti” o per eccesso di protezione…
Ho avuto anche io la mia parte nella tua crescita ed in parte è anche colpa mia quello che sei diventato adesso (eheheh….). Sei simile a me…più di quanto tu stesso ammetterai mai( tiè!beccate questa!).
Ho cercato, io come gli altri, di darti quello che in quel momento loro non potevano darti per ovvie ragioni. E mi spiace se non sono sempre stata all’altezza. hai avuto meno di noi e, nello stesso tempo, hai avuto più di tutti. Ma niente compensa niente in questo caso.
Ho cercato di fare del mio meglio, per quanto potevo, vista anche la mia giovane età (eeehhh…non sono sempre stata una “mumma”.Ho avuto anche io i miei pochi mesi di gioventù…ahahah!), cercando di proteggerti da tutto quello che già conoscevo.
Sono poche le cose che mi rendono felice (lo sai che sono una rompicazzo unica in questo tipo di cose…o tutto, o niente…già..).
TU sei una di queste.
Volevo solo che lo sapessi.
E ti chiederò scusa eternamente per tutto quello che non sono stata in grado di fare o dire nel momento giusto, per vigliaccheria o paura…Ma tu meglio di me sai come sono andate le cose negli ultimi anni ed io non riesco proprio a dimenticarle o farmele passare certe cose. Probabilmente non riesco ancora a farmi passare tutta la rabbia..
Avrei voluto essere più presente in quegli anni e non ci sono riuscita. E per questo ti chiedo scusa…scusa per ogni mio singolo silenzio di quegli anni.
Ora ti guardo e non posso fare a meno di essere orgogliosa di vedere CHI sei diventato. Lo dimostra tutto quello che ho visto in questi mesi a casa; e anche quello che ho saputo quando stavo fuori. Tu, volente o nolente (e questo non è un obbligo, che sia chiaro) sei diventato un punto di riferimento per lei (cazzo, ma sai cosa ha significato per me la tua risata di quel mattino, quando ti propose di prendere una bella camomilla? Non so se lo capirai…forse, tra un po’ di tempo ti sarà chiaro quello che ti scrvo adesso)
E so che per “lei” ci sarai anche tu. Sempre. Nonostante, spesso sia difficile accettare le cose così come stanno…Ma, come ben sai anche tu “life is never kind, my friend…”(scusa per questa digressione, ma sappiamo bene quanto sia importante la personcina in questione)
Probabilmente, ti stupirò scrivendoti tutto questo, considerando che non sono in grado di dire
certe cose neanche ad un insignificante moscerino.
Davvero avrei voluto darti più di quanto era possibile.
Solo una cosa ti chiedo, non chiuderti mai troppo. Qualsiasi cosa ti succeda o capiti intorno a te (io li chiamo i “fattori esterni bastardi” o “elementi di disturbo”), non chiuderti mai troppo. Non pensare troppo, agisci.
Lo so cosa ti passa per la testa in questi ultimi mesi. La riconosco fin troppo bene quell’insofferenza. Non voglio farti la paternale, perché proprio sarei la persona meno indicata… Fai quello che ti sembra più giusto per te. Il tuo egoismo di ora (che ci sta tutto!) in futuro si trasformerà nell’amore e nell’attenzione che continuano a chiederti per semplice paura di perderti. E’ la solita storia che continua a ripetersi.
Io ci sarò sempre(ed effettivamente, questo potrebbe suonare quasi come una minaccia..eh eh)
Solo il semplice fatto di saperti in giro così come sei mi rende felice…non puoi sapere cosa abbia significato per me (come per gli altri brothers & sisters))il tuo ‘inaspettato’ arrivo 22anni fa…
Molto meglio dell’intera discografia, IN VINILE, degli Smiths!
Posso solo ringraziarti…Auguri! Non so se troverò il coraggio per spedirti questa lettera…sono troppo una vigliacca, lo sai.
Che altro dire? Non mi restano molte parole, in questa momento…(penso che tutto quello che ho scritto comporterà un silenzio di anni…eheheh)Cerca di avere pazienza con me…so di essere un soggetto difficile.
Ti voglio bene…spero per te tutto quello che di meglio c’è in qst strana vita. Ti abbraccio
p.s.: quando leggerai,please, non dire nulla (e comunque, non ci rivedremo fino a settembre!UAHAHAHAH…). Mi basta che tu ci sia, in qst vita.
(ed effettivam, devo dire che i tuoi esperimenti con l’accendino la rendono più interessante…ricorda il giorno che ho scoperto che fumavi…betty boop!!!!)
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Ma i giorni in cui il sole mi sbatte in faccia e sta dappertutto mi provoca quel senso di soffocamento e appiccicaticcio che mi porto dietro da ricordi dell’infanzia. Mi ricorda pianti, litigi, sudore, mal di pancia…
E devo pure andare a lavorare, cazzu!
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Ho fame.
Ho fame. Ho un’insaziabile fame. Fame di dolcesalatomessoinsieme. Apro tutti gli sportelli e cassetti con voglia frenetica di trovare qualcosa che mi soddisfi,il tutto mascherato da una sana e composta e meticolosa calma. Sembra che non mi aspetto comunque di trovare nulla…ed invece, io voglio trovare qualcosa. Qualcosa che sia mio e che possa farmici specchiare dentro per rivederci i miei occhi, la mia vita com’era e come sarebbe stata se solo io non avessi gettato la spugna in quel lasso stanco e lungo ed estenuante e sfiancante e doloroso di tempo senza giorno né notte e senza sapore se non quello trito e ritrito della noia e del dolore passivo e lacerante.
E allora, mangio e bevo quello che trovo, quello che mi passa sottomano, quello che mi fa più simpatia perché “ha un’etichetta accattivante” E così, contribuisco pure all’affermarsi di questa politica dei guadagni basati sull’immagine, la pubblicità, del “quellocheèbellofastarebeneedicolorieleparolesenzasensomisteadessi(i colori, ovviamente)perchélascalataalsuccessodeigrandiarrampicatorii nuovi promoters, pubblicitari, affaristi, arrampicatori sociali”yuppies” ammodernati rispetto a quelli degli anni ’80, è sempre cosa buona e giusta e ti fa sentire più figo e più brillante e più vivo e fai parte del branco che tanto adori e odi nello stesso tempo, perché tu sei il meglio e gli altri no, perché la tua mente ha quel quid in più che gli altri non hanno e riusciresti a fare, se solo avessi tutta l’eternità a disposizione, cose che loro non riuscirebbero nemmeno a pensare…
Già….
E intanto, io sto qua, a chiedermi se sia meglio, per una questione di sapori e godimento cerebrale e dei sensi che ho perduto, mescolare la birra col gelato vaniglia-nocciola e magari metterci dentro anche dei littlepeanuts salatissimi, per contrastare il sapore dolciastro che potrebbe portarmi ad essere troppo indulgente e comprensiva verso me stessa nelle prossime ore. Tutto questo, potrebbe, a seconda dei risultati, migliorare o peggiorare la mia giornata. A seconda dei risultati…..
Sono sempre i risultati che fanno la differenza. Hanno un’importanza decisiva, sia per la tua autostima che per quella che gli altri potrebbero avere nei tuoi confronti. Ogni volta che rientravo a casa dopo aver sostenuto un esame – dopo aver visto tutta quella gente in una sola volta, e il sudore che ogni tanto scendeva copioso lungo la mia schiena, al solo accorgersi, improvvisamente, di trovarsi in mezzo ad un centinaio di persone, messe lì tutte insieme, quasi unite per farmi star male e sentire il dolore tutto in una volta, immensoestenuante anche lui – dopo tutto questo, rientravo a casa e non era abbastanza aver dato l’esame, aver dovuto sostenere il loro sguardo per tutte quelle ore, aver dovuto anche far finta di appartenere a loro, qualche modo, sostenendo interessanti e noiose discussioni sull’economia dell’università mista al mondo politico, arrivando alla conclusione che era solo merda. Era interessante, notare come tutti questi discorsi formulati con parole forbite, decisamente ricercate e tecniche, alla fine approdavano ad una sola parola. Così, cruda, rumorosa e vile, come “merda”. E però, dopo aver sostenuto tutto questo, ecco che non basta niente a loro…potevo solo metterci più enfasi nelle cose per ottenere un risultato migliore,..anche solo la lode sarebbe bastata a siglare il voto. Come se la “firma” ‘lode’ cambiasse le cose, come se improvvisamente riuscissi ad essere la persona che vorreste io fossi…
E allora, io mi rifugio qui, tra le mura imbiancate di fresco di casa, rumori attutiti da mura create producendo suoni ammorbanti ed intensi e lunghi e trapananti nella testa di altre persone. Mura che potrebbero crollare improvvisamente e rumorosamente quando volessero….e mi rifugio qui, apro e chiudo e scarto mentalmente tutto quello che non va e quello che servirebbe
Servirebbe a bloccarechiuderetappare momentaneamente quel buco che ho dentro e non c’entra per una volta quel cazzo di pilory della malora, verme che estaticamente sguazza dentro di me e violentementespasmodicamente mi sta bucando lo stomaco Ed io non voglio fare nulla per fermarlo, perché accadrà finalmente che qualcuno si accorgerà di quanto io stia male e di quanto non sia fatta per stare qui, così, con la mente pesante e li occhi pieni dinonsocosa, con la bocca che vorrebbe produrre altrui suoni, altre parole che facessero capire a me…a te.
Ma alla fine, cosa c’è da capire? Cosa c’è da consacrare alla vita che mi passa accanto e non mi tocca perché sono io che alla fine mi scanso per troppa paura.
Ti ho mai detto che troppa vita in una volta sola può far impazzire? E che ne ho una paura fottuta?perché se mi ci affeziono, so già che verrà la signora, quella col mantello nero con falce, scuracapellilunghicrespiebianchiegrigisporchi senza nessun profumo, silenziosa,,,sssshhhhhhhhhshhshh……e mi porterà via tutto. Allora, divento io la signoraneracol mantellodella mia stessa vita. E’ Più facile spegnermi così, piano piano, a poco apoco...inediaapatialanguore
11-09-2004
Ho la febbre. Sono in piena fase delirante.
Vorrei avere una sola persona adesso, qui con me. Che mi stringa la mano e che mi dica che tutto passerà anche se so che non sarà così.Però la sua voce mi calmerebbe e mi farebbe pensare che sia vero. La sua voce sarebbe una nuvola che mi racconterebbe le strane storie per l’ultima volta.
Risentirei l’odore del pane appena sfornato e le sue mani sarebbero farina che cade su di me, facendomi sentire protetta. Vorrei risentirle un’ultima volta, le sue mani. Avere la coscienza che sarà l’ultima volta, così da gustarmi la sensazione di benessere che mi porterò dietro per tutta la vita. Mi manca e non so davvero se finirà mai questo dolore…e forse, sono io a volere che non finisca, perché in fondo è amore,no?
Intanto, piango come una stupida…sono così anche grazie a questo.
Quel giorno mi hai “marchiato”..avevo 16anni. Io ero di fronte a te e cercavo di farti mangiare cibo che per te era fuoco. L’ho sentito all’improvviso il fetore del cancro che ti stava divorando. Mi si è fermato il cuore.
Intanto, concentravo la mia attenzione al fascio di luce che c’era sulla tua spalla sinistra e ai pulviscoli di polvere che venivano giù (e questo già mi riportava ad un altro ricordo..) Hai riavuto la mia attenzione, sfiorandomi il viso con la tua mano. Una carezza quasi imbarazzata In quel momento tu ed io l’abbiamo capito insieme che era tutto finito. Tu avevi improvvisamente gli occhi colmi di lacrime che venivano giù e mi sorridevi.
Io non le ho mai fatte venir giù, le mie.
Porto ancora quel segno. Anche dopo 15 anni, sento tutto nello stesso identico modo. Mi restano rabbia…e un dolore che mi spacca il cuore ancora oggi.
Ti ho perso, quel pomeriggio. E, volutamente, mi son persa anch’io. Ti son voluta venir dietro anche io..
Questi sono i sogni che faccio io: rabbia, lacrime perdita e nessuno che possa fare qualcosa perché alla fine, io mi cibo di tutto questo dolore per sentirmi viva. Vivo con la morte per paura di perdere la vita. In definitiva, sono solo una vigliacca…
E ‘strano come solo una canzone riesca a riportarti indietro nel tempo e a farti risentire tutto con la stessa intensità, odori, suoni, parole,e soprattutto l’intensità dell’emozione è quasi da paura, ti provoca incertezza, insicurezza perché proprio non riesci a capire come sia possibile che nel giro di un paio di mesi la tua vita sia cambiata così radicalmente.
Ormai sono qui da più di due mesi e, colore da larva che sono riuscita a mantenere nonostante il sole e il mare qui siano di casa a parte, sento di essere cambiata tanto e ancora non so neanche io in che modo. Non so come comportarmi in molte occasioni e tutto quello che prima cercavo di non dare mai per scontato, adesso lo è. Devo arrendermi di fronte all’evidenza dei fatti: è così e basta e devo imparare a convivere con me stessa e con tutto quello che posso essermi portata dietro, volente o nolente in ogni senso.
Ci sono giorni in cui camminare per le strade ancora deserte, totalmente vuote o popolate da qualche “presenza” notturna che vaga alla disperata ricerca della propria abitazione (e l’alcool di sicuro la strada non te la fa trovare..) mi dà una pace infinita. Il sole, il silenzio e il mare sono perfetti per me.
Ma i giorni in cui il sole mi sbatte in faccia e sta dappertutto mi provoca quel senso di soffocamento e appiccicaticcio che mi porto dietro da ricordi dell’infanzia. Mi ricorda pianti, litigi, sudore, mal di pancia…E sono giorni durante i quali è meglio se nessuno mi rende partecipe di nulla. Sono angosciante, noiosa, incazzata, incazzosa, tendente all’orsesco andante (e per niente
Allegro, direi…..),delirante, intristisco…
Cazzo! stanno mettendo su tutte le canzoni che ascoltavo quando avevo un’altra vita. E la rivorrei indietro, vorrei essere sola perché così sono nata, alla fine. Vorrei non parlare più per mesi e mesi e mesi, vorrei riuscire a non avere più paura del silenzio che mi sento dentro e vorrei riuscire a guardare in faccia determinate persone senza provare vergogna per quello che io sono e che loro non potranno mai essere. Così mi precludo qualsiasi tipo di vita “normale”: nessun contatto fisico(non abbracciatemi, in realtà in una vita precedente ero un palo e certe abitudini non si perdono), nessuna soddisfazione mia, personale; nessun tipo di meta raggiunta perché me ne vergognerei troppo. Ok, non riesco a guardarti negli occhi perché tu sai molto meglio di me come stanno le cose. Se ho deciso di muovermi e andare via è stato perché voglio che tu abbia tutto dalla vita. Da questa vita che ogni giorno vuole farti pentire di essere nata, perché in giro ci sono mostri che devono per forza declamare la loro normalità e perfezione ai quattro venti. Io mi sento come se ogni giorno mi “piovesse addosso” (vedi unA CERTA CANZONE) e vorrei evitarti certi sguardi o certe parole. Ma non potrò mai essere con te in ogni momento e soprattutto, non potrò mai sapere cosa pensi.tu sei peggio di me, non parli neanche se..neanche se.
Cazzo, alla fine, mi rendo conto che il fatto di essermi privata di alcune cose, per farmi male volutamente, non ha giovato neanche a te. Non voglio essere amata. Vorrei solo riuscire ad amare, tutto qui. Non lo dico per essere compatita, perché proprio della pietà non saprei che farmene
Ok, saranno pure i miei deliri, ma questi sono e te li devi sorbire, cava donna!ti auguro una stupenda giornata. Stupenda come lo sei tu…baci
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è bello parlare di te e sapere che ci sei, esattamente così come sei….mi fai sentire viva, quando mi “fai pariare” e Dio solo sa da quanto tempo avevo perso la capacità di esserlo.
Niente di che. Solo questo, per dirti quanto tu sia importante e quanto io ci tenga a te.
Nonostante tutto, mi fa stare bene questa sensazione. Ma gli altri si rendono conto della fortuna che hanno a stare accanto ad una persona come te? Spero proprio di sì, altrimenti sarebbe davvero tempo sprecato quello che tu passi con loro.
Resta comunque il fatto che la sottoscritta ti adora.
Questo è quello che, più o meno, è venuto fuori da quest’estate così strana.
Ho scritto le lettere di cui sopra e so che non le farò mai leggere ai diretti interessati. E sono riuscita a ricordare cose che cercavo di dimenticare…
E lo so che sono pensieri sconnessi. Ma sono i miei..ghghghghgh
In mezzo a tutto questo, ho conosciuto gente di ogni tipo. E, come dice una persona che io adoro come un’iconcina russa, sembra un film di fellini. Ed è vero!
Iniziamo dalla tipa che dormiva in camera (ammesso che si possa definire camera…) con me?quella che dopo la prima notte non faceva altro che urlare “tu sei la migliore coinquilina che io abbia mai avuto!”..il secondo giorno voleva che parlassi al telefono col suo passerotto……..e qui, nun teng parole.
La cuoca: capelli sparati in aria, classe che la contraddistingue (quando parla urla e sembra na sirena…non le sirene con la pinna.la sirena dell’ambulanza…uddiu!). lei cucina RIGOROSAMENTE (!!!) con sigaretta alla bocca. Ed effettivamente, la sua cucina è una sorta di preparazione alla guerra chimica. Dopo due mesi di insalate fatte per mangiare sano, ho scoperto che non la lavava nanche!epppeeeròòò, ci restai nu pochett di caccola.
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: gente che si scaccolava davanti ai miei occhi come se fosse la cosa più normale; ragazzi con la camicia ed il viso pieni di una “strana” (uh?) polverina bianca. Chissà cus’era….
E qua mi fermo, almeno per stasera. Sono un po’ stanca.compii 31 anni e già li sento tutti addosso….
Ah!in mezzo a tutto questo mi sono innamorata della persona più dolce, tenera e comprensiva che abbia mai incontrato. Non faccio altro che cantare stupide canzoni allegre da qnd stiamo insieme e sono felice. J